Jean-Paul-Sartre
JEAN-PAUL-SARTRE
Vita
Jean-Paul Sartre (1905–1980) è stato uno scrittore, filosofo, drammaturgo e critico francese, considerato il principale esponente dell’esistenzialismo e uno dei maggiori intellettuali del XX secolo.
Contesto Storico
Prima metà del Novecento: visse entrambe le guerre mondiali, la crisi del capitalismo e l’ascesa dei totalitarismi.
Seconda Guerra Mondiale: Sartre fu fatto prigioniero dai tedeschi nel 1940, ma fu liberato l’anno dopo. L’esperienza della guerra influenzò profondamente il suo pensiero.
Dopo la guerra: si avvicinò al marxismo, pur mantenendo una posizione critica nei confronti del comunismo sovietico.
Rifiutò il Premio Nobel per la Letteratura nel 1964 per non essere "istituzionalizzato".
Pensiero Filosofico
1. Esistenzialismo
Sartre è uno dei principali esponenti dell’esistenzialismo ateo.
Celebre la frase: “L’esistenza precede l’essenza”: l’essere umano non ha un’essenza predefinita (come Dio o la natura), ma prima esiste e poi si definisce attraverso le proprie scelte.
L’uomo è condannato a essere libero: non può sottrarsi alla responsabilità delle proprie azioni, e questo genera angoscia.
Il senso della vita non è dato, ma deve essere costruito.
2. Libertà e Responsabilità
L’essere umano è radicalmente libero, ma questa libertà è anche un peso (da qui l’angoscia e la “nausea”).
Rifiuta ogni forma di determinismo (biologico, sociale o divino).
3. Relazioni con l’altro
Tema dello sguardo: nell’opera L’essere e il nulla, Sartre analizza la coscienza dell’altro. Quando l’altro ci guarda, ci oggettivizza, ci riduce a “cosa”.
La relazione con l’altro è spesso conflittuale, basata su un gioco di dominio.
4. Impegno
Sartre sostiene che l’intellettuale deve impegnarsi nella società, non può restare neutrale.
Conia il concetto di "letteratura engagée" (letteratura impegnata), in cui lo scrittore ha il compito di modificare la realtà.
Opere Principali
Filosofiche:
L’essere e il nulla (L’Être et le Néant, 1943) – sua opera filosofica fondamentale, analizza la coscienza, la libertà e l’essere.
Critica della ragione dialettica (1960) – tenta una sintesi tra esistenzialismo e marxismo.
Romanzi:
La nausea (La Nausée, 1938) – romanzo filosofico in cui il protagonista sperimenta l’assurdità e la vacuità dell’esistenza.
Il muro (Le Mur, 1939) – raccolta di racconti brevi a sfondo esistenzialista.
Teatro:
A porte chiuse (Huis clos, 1944) – famosa per la frase “L’inferno sono gli altri”.
Le mani sporche (Les Mains Sales, 1948) – riflessione sull’impegno politico e l’ideologia.
Il diavolo e il buon Dio (Le Diable et le Bon Dieu, 1951) – su etica, fede e potere.
Saggi:
Che cos’è la letteratura? (Qu’est-ce que la littérature?, 1948) – manifesto della letteratura impegnata.
L’idiota della famiglia – studio su Flaubert, mai completato.

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