Critica dell’esistenzialismo e l’anti-umanismo; la centralità dell'essere e l'anti-umanismo
CRITICA DELL'ESISTENZIALSIMO E L'ANTI-UMANISMO
Heidegger critica Sartre per aver identificato l’esistenzialismo con l’umanismo. Secondo lui, Sartre resta dentro la metafisica tradizionale, anche se la rovescia: affermare che "l’esistenza precede l’essenza" è ancora una tesi metafisica, e quindi rientra nell’oblio dell’essere. L’esistenzialismo, per Heidegger, è una filosofia antropologica che mette al centro l’uomo, dimenticando che ciò che conta è l’essere, non l’uomo.
1. L’anti-umanismo di Heidegger
L’anti-umanismo di Heidegger non svaluta l’uomo, ma lo libera dall’illusione di essere il “soggetto” dominatore dell’essere. L’uomo non è il centro, ma è gettato dall’essere e ha il compito di custodirne la verità. Quindi la vera dignità dell’uomo non sta nel dominio tecnico e oggettivante sull’ente, ma nella sua apertura all’essere.
2. L’essere come dono e appello
L’essere per Heidegger non è una forza impersonale che annulla l’uomo: è un evento (Ereignis) che interpella l’uomo e richiede una risposta libera e responsabile. L’uomo diventa libero solo quando ascolta il richiamo dell’essere e vi risponde: non è un servo, ma un ascoltante. Quindi l’anti-umanismo heideggeriano non è il semplice opposto dell’umanismo, ma una via per ridimensionare il ruolo dell’uomo senza negarlo.
3. Conclusione
Heidegger propone una posizione che supera sia l’umanismo classico sia il suo rovesciamento: l’uomo non è il padrone dell’essere, ma neppure è annullato. È colui che, nella sua essenza ontologica, partecipa al disvelarsi dell’essere custodendone la verità.
LA CENTRALITÀ DELL'ESSERE E L'ANTI-UMANISMO
1. Dall’uomo all’essere: il cambio di prospettiva
Nel secondo Heidegger si verifica uno spostamento radicale: non si pensa più il mondo e l’essere a partire dall’uomo, ma l’uomo e il mondo a partire dall’essere. Ciò avviene nella consapevolezza che è l’essere ad avere la priorità, non l’uomo (in opposizione alla visione di Sartre).
2. L’anti-umanismo
Heidegger definisce umanismo ogni pensiero che misura e valuta l’essere a partire dall’uomo, mettendolo al centro. Questo approccio è, per Heidegger, parte della metafisica occidentale e del suo oblio dell’essere. Superare la metafisica significa quindi anche superare l’umanismo.
3. L’uomo come pastore dell’essere
Contro la visione moderna dell’uomo come soggetto e padrone dell’ente, Heidegger afferma che l’uomo è “gettato” dall’essere nella sua verità. Il suo compito non è dominare l’essere, ma custodirlo. L’uomo non decide dell’essere: è l’essere che, attraverso il suo destino (Geschick), fa apparire l’ente.
4. Conseguenze filosofiche
Questa impostazione, espressa soprattutto nella Lettera sull’umanismo, si riflette anche:
nell’analitica esistenziale di Essere e tempo, ripresa in chiave ontologica;
nella teoria dell’arte e del linguaggio, strumenti attraverso cui si disvela la verità dell’essere.
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