l'annuncio della Kehre
L'ANNUNCIO DELLA KEHRE
1. Superamento di Essere e tempo
Heidegger, in questo scritto, riconosce la necessità di superare l'approccio di Essere e tempo (Sein und Zeit), poiché quel pensiero restava ancora ancorato al linguaggio e ai concetti della metafisica. La parte finale dell'opera (la sezione Tempo ed essere – Zeit und Sein) non fu pubblicata perché il pensiero non era ancora maturo per esprimere compiutamente la svolta (la Kehre).
2. La Kehre
La Kehre non è un cambiamento di opinione, ma un profondo mutamento di prospettiva: dal pensiero dell’esserci si passa a un pensiero centrato sull’essere stesso. L’intento è abbandonare la centralità del soggetto e della soggettività per accedere a una dimensione più originaria dell’essere.
3. Critica a Sartre e all’esistenzialismo
Heidegger critica Sartre, che in modo esistenzialista afferma che "l'esistenza precede l'essenza", poiché tale affermazione rovescia solo una tesi metafisica, restando quindi all’interno della metafisica stessa. Heidegger, invece, intende andare oltre la metafisica per riscoprire la verità dell’essere. Per lui, Essere e tempo non è esistenzialismo: si limita a preparare un pensiero più profondo, non a formulare tesi metafisiche.
4. L’uomo come “pastore dell’essere”
L’uomo non è il padrone dell’essere, ma colui che è gettato in esso, e ha il compito di custodire la verità dell’essere. Non è lui a decidere se e come l’essere si manifesta: questo dipende dal destino dell’essere (Geschick). L’uomo è chiamato a trovare la sua destinazione autentica in accordo con questo destino.
5. Il pensiero futuro
Il vero compito del pensiero non è dominare l’essere, ma imparare ad ascoltarlo e custodirlo, comprendendo che l’essere “è” se stesso. Solo così si può abbandonare la centralità dell’uomo e accedere a una nuova comprensione dell’essere.
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